Ogni giorno ci capita di imbatterci con vari post sui social, annunci o volantini di animali persi e ritrovati ma effettivamente non esiste un vero vademecum scritto con le indicazioni da seguire in queste situazioni.

Con questo articolo vorrei provare a racchiudere le azioni corrette e quali, invece, sarebbero da evitare per il bene degli animali rispettando il giusto senso civico e gli iter che la legge ci impone.

In alcuni periodi dell’anno, durante i mesi estivi in particolar modo, ci possiamo rendere conto di quanto la situazione abbandoni o animali vaganti diventi sempre più preoccupante; i canili si intasano di nuovi arrivi e nella maggior parte dei casi si tratta di cuccioloni o di cani anziani che iniziano a presentare i primi problemi di salute.

E noi cosa possiamo fare?

Partiamo da alcuni consigli su cosa possiamo e cosa non dovrebbe essere fatto in caso di ritrovamento di un animale vagante.

Immaginiamo di essere in strada a piedi o nella nostra auto e di vedere un cane libero correre con il rischio di potersi far male.

Cosa DOBBIAMO e cosa NON DOBBIAMO fare?

  • sicuramente una cosa da NON fare è quella di urlare o di rincorrere il cane in questione, servirà solo a farlo allontanare e/o a impaurirlo creando l’effetto opposto e addirittura in alcuni casi, potremmo essere noi a spingerlo, seppur non volendo, in situazioni di pericolo;
  • se la strada lo consente, fermiamoci e proviamo a vedere se il cane si fa avvicinare. Il giusto approccio sarebbe quello di provare a chiamarlo con tono basso e delicato, rimanendo sempre un po’ accucciati e MAI diretti e in piedi poiché potrebbe prenderla come una minaccia e scappare o diventare aggressivo. È GIUSTO girarsi un po’ lateralmente di ¾; a questo punto se non manifesta segni di “aggressività” o di volerci allontanare, proviamo ad avvicinarci lentamente con la mano diretta verso la parte bassa del muso e con il palmo aperto e disteso senza guardarlo dritto negli occhi.  Attenzione a NON TOCCARLO almeno che il cane in questione non sia lui a farci le feste e a chiederci palesemente delle carezze;
  • se riusciamo ad avvicinarci e a toccarlo lo dobbiamo mettere in sicurezza e, anche a bordo strada va bene, tenerlo bloccato fino all’arrivo del servizio veterinario/polizia locale che avremmo nel frattempo contattato a cui poi verrà affidato;
  • se riusciamo invece a caricarlo in auto con noi o addirittura il cane ci segue volentieri, possiamo andare in qualsiasi studio veterinario per effettuare la lettura del microchip e per verificarne lo stato di salute. In questo caso, purtroppo, gli studi veterinari possono solo verificare se il cane è dotato di microchip ma non possono risalire al proprietario a meno che non sia un cliente dello studio stesso. Altrimenti possiamo andare al più vicino comando della polizia locale per effettuare la lettura del microchip e in questo caso è possibile risalire al proprietario direttamente sempre che sia residente nella regione di ritrovamento dell’animale e provvedono poi a contattarlo.
  • se NON riusciamo ad avvicinarci cosa possiamo fare?

Sicuramente la cosa da NON fare è quella detta precedentemente nel primo punto e cioè di urlare e/o di rincorrerlo, ma la GIUSTA e corretta procedura da fare è quella di seguire con lo sguardo e magari anche a breve distanza gli spostamenti e avvertire nel frattempo le autorità competenti -servizio veterinario dell’ASL o il più vicino comando di polizia locale- che provvederanno con l’invio di personale qualificato.

E se chiamo  Associazioni di volontariato e/o gli enti di protezione animali?

Forse non tutti sanno che le associazioni o enti di protezione animali sono costituite da persone che prestano volontariamente e gratuitamente il loro tempo libero -che non è h24- ad aiutare gli animali in base alle loro esperienze, competenze e capacità e che NON sono loro i preposti a dare questo tipo di servizio.

Esistono, invece, delle figure ben specifiche atte proprio a dare questa prestazione anche H24 come per esempio il servizio veterinario dell’ASL in caso di animali in pericolo di vita e incidentati.

Quello che potranno sicuramente darvi, sono delle indicazioni e consigli su come potete muovervi per aiutare e/o accudire l’animale che avete salvato.

Quindi cosa è INUTILE fare?

– Di sicuro mettere SOLO un post sui social SENZA aver contatto nessuna autorità competente prima.

– Chiamare una delle tante associazioni di volontariato presenti sul territorio che non potranno MAI intervenire in tempo utile a soccorrere l’animale.

E se il cane è ferito?

Non tutti sanno che da diversi anni ormai esiste un numero nazionale di assistenza veterinaria che può intervenire in caso di necessità come quando troviamo un animale ferito.

Si tratta del 118!

Quando si effettua questo tipo di chiamata per un’ EMERGENZA anche in orario notturno, si deve richiedere di parlare con il servizio veterinario. In questo modo, verrete messi in contatto con il medico veterinario reperibile al quale dovrete illustrare la situazione cercando di non omettere nessun dettaglio possibile. In alcune zone è previsto anche l’invio di un’ambulanza veterinaria.

N.B: Possiamo, in alternativa, anche contattare il nostro veterinario di fiducia, pagando direttamente noi la sua parcella e, in ogni caso dovremmo far verificare la presenza o meno del microchip e procedere poi con l’iter di legge.

Cosa succede una volta che interviene la Polizia Locale e il Servizio veterinario?

Normalmente l’iter prevede che non appena l’animale viene recuperato venga poi trasportato al canile sanitario di zona dove riceverà le prime cure mediche, i n caso di bisogno, e dove si provvederà a controllare la presenza del microchip e a contattare i relativi proprietari.

Se sprovvisto di microchip rimarrà in osservazione per circa 10 giorni, tempo variabile anche a seconda dello stato di salute dell’animale e alla necessità e capienza della struttura di primo ricovero.

Poi verrà trasferito nel canile convenzionato con il comune in cui è stato “accalappiato” per poi essere dato successivamente in adozione.

Posso dargli sempre del cibo e dell’acqua?

Attenzione non essendo medici veterinari non possiamo assolutamente avere le capacità valutative per poter capire se somministrandogli dell’acqua o del cibo potremmo arrecare più danno.

Sicuramente, se è visibilmente ferito o se ha subito un trauma e/o incidente, consigliamo di non somministrare alcunché soprattutto farmaci e, se possibile, di chiamare immediatamente un medico veterinario che ci sosterrà nella procedura corretta da seguire.

E se volessi tenerlo?

Se il cane che abbiamo trovato o salvato ci è entrato nel cuore e siamo decisi a tenerlo con noi, benissimo.

Le soluzioni sono due:

  1. se è stato fatto trasportare al Canile sanitario di zona possiamo contattare direttamente il responsabile e dichiarare le nostre intenzioni di adozione; in questo caso si potrebbe anche chiedere un affido temporaneo di 60 giorni, tempo utile che la legge prevede per dare modo al proprietario di presentarsi e di riconoscere il cane. Decorsi i 60 giorni, senza che nessuno si sia palesato, si può procedere alla modifica da affido ad adozione vera e propria.
  2. se lo portiamo direttamente dal nostro medico veterinario di fiducia e constatiamo che non è provvisto di microchip, la cosa che ci viene spontanea da fare è quella di farlo microchipare e portarlo a casa con noi, ma attenzione potrebbe comunque avere un proprietario che lo sta cercando e non è la giusta procedura prevista per legge.

In tal caso la legge prevede un iter differente da quello che potremmo pensare, ossia:

se portiamo il cane dal nostro veterinario di fiducia e dopo il controllo verifichiamo che non è provvisto di microchip, dobbiamo comunque contattare il Servizio Veterinario Asl di zona o la Polizia Municipale -l’organo competente varia da provincia a provincia ma il vostro veterinario saprà indirizzarvi correttamente- che provvederà all’invio di un tecnico che effettuerà nuovamente il controllo del microchip.

Questo iter serve per non lasciare nulla di intentato nel poter far riunire il proprio compagno a 4 zampe alla sua famiglia.

Dopo effettuato il controllo da parte del tecnico, si contatterà il proprietario per l’eventuale recupero o si passerà al trasferimento in canile dove verrà controllato anche a livello sanitario, microchippato e reso adottabile dopo i 60 giorni.

Qui potremmo sempre chiedere come sopra l’affido temporaneo alle autorità competenti.

Ci viene concesso l’affido temporaneo e ora?

Qualora ci venisse concesso la possibilità di prenderci noi cura temporaneamente, dobbiamo fare in modo di poter accogliere l’animale in un ambiente familiare più possibile tranquillo.

Se abbiamo altri animali in casa cerchiamo di tenerli separati magari i primi tempi e solo in un secondo momento di iniziare gradualmente la conoscenza, sarebbe sempre meglio avvalerci dell’aiuto di un esperto in materia come ad esempio un educatore cinofilo qualificato e competente.

Oltre al microchip cosa potrebbe aiutarci in caso di smarrimento?

Ricordiamo che il microchip oltre ad essere utile in caso di smarrimento dell’animale è un obbligo di legge e pertanto NON è possibile scegliere di non assolvere a tale obbligo, saremo per cui dei fuorilegge e passibili di sanzioni

*nella Regione Marche ammonta ad €250,00 a cane.

Utilissimo e consigliabile l’utilizzo di una medaglietta con indicato il nome del nostro cane e uno o più numeri telefonici di contatto, in caso di smarrimento ci aiuterebbe a ricongiungerci in maniera più immediata.

Se trovo invece dei gatti, come devo comportarmi?

Mentre per i cani esiste una Legge che obbliga all’inserimento del microchip (vedi articolo precedente http://www.marchepet.it/news/il-microchip-questo-grande-sconosciuto) e alla sua relativa iscrizione all’anagrafe canina, per i gatti questo obbligo non esiste e diventa davvero difficile riuscire a rintracciarne il proprietario.

Come per il cane, una cosa sicuramente da NON fare è quella di urlare o di ricorrere il gatto in questione, servirà solo a farlo allontanare e/o a impaurirlo creando l’effetto opposto e addirittura in alcuni casi, potremmo essere noi a spingerlo, seppur non volendo, in situazioni di pericolo.

Anche qui possiamo provare ad avvicinarci per verificare se abbia necessità di cure o meno, in alcuni casi i gatti che si lasciano addirittura accarezzare e che non siano restii alla figura umana, potrebbero essersi persi e avere un proprietario che li cerca o nella peggiore delle ipotesi ci potremmo trovare di fronte ad un abbandono.

La maggior parte dei gatti vaganti e/o randagi risulta veramente difficile da prendere, anche per le persone più esperte, in quanto nati in cattività e senza il contatto con l’uomo, per questo molto restii alla nostra presenza e sarà una vera e propria impresa riuscire a catturarli.

 

Se decidiamo di volerci portare un gatto/gattino randagio a casa con noi, la procedura consigliabile che possiamo indicarvi è la seguente:

  • portarlo subito dal veterinario di fiducia per effettuare i dovuti controlli sul suo stato di salute e per avere delle indicazioni su come gestirlo e accudirlo nel modo migliore al suo ingresso in casa;
  • tenerlo separato da eventuali altri gatti presenti in famiglia fino a che non abbiamo i risultati delle analisi per poter evitare qualsiasi possibilità di contagio in caso di malattie;
  • dopo i dovuti controlli, effettuare cautamente e gradualmente l’inserimento con gli altri animali;

ATTENZIONE: I gatti potrebbero far parte di una colonia felina ed essere censiti presso il Servizio Veterinario dell’Asl ed avere, quindi prima di prelevarli dal territorio verificare che non ci sia nessuno che se ne stia già occupando.

Volantini e Post sui social sono utili oppure no?

Assolutamente sì.

SOLO DOPO aver effettuato la procedura e/o l’iter sopra indicati è assolutamente consigliato preparare dei volantini con la foto del cane o del gatto indicanti chiaramente il luogo in cui è stato trovato, dove si trova attualmente l’animale soccorso e un numero telefonico da contattare.

Questi volantini saranno poi da affiggere nel luogo di ritrovamento e nei dintorni dello stesso.

Stesso metodo, come per il volantino, possiamo utilizzarlo per creare un post sui social dove si riesce a raggiungere molte persone in pochissimo tempo.

Questi due mezzi devono essere usati per aiutare a ricongiungere la famiglia al proprio compagno perso o per trovare una casa ad un amico a 4 zampe.

Spero di esservi stata utile e grazie per la lettura.

Antonella Spicocchi
Pet Service Ascoli Piceno

“Per noi il nostro cane è come un figlio!”
Questa è una tipica frase dei proprietari quando devono lasciare il loro cane per qualche giorno.
Vacanze, impegni di lavoro e altre occasioni in cui non possono portare con loro il  membro della famiglia a 4 zampe.

Oggi i tempi sono cambiati e gli animali domestici hanno ottenuto più rispetto anche se la cronaca spesso ci dimostra che la strada è ancora lunga per arrivare a un mondo che rispetti davvero tutti gli animali nelle loro caratteristiche specie-specifiche.
I professionisti marchepet operano secondo un approccio specifico nel rispetto psico fisico dell’animale.

Nel corso di questa formazione vengono affrontati tutti gli argomenti più importanti relativi alla lettura del cane, alla comunicazione, tipologie di giochi e attività, tipologie di servizi e  la rete Marchepet.
Un’opporunità di lavoro concreta e reale che verrà illustrata dagli stessi allievi che hanno acquisito l’idoneità a testimonianza del successo del nostro metodo.

Vieni a scoprire il nostro mondo, vieni a conoscere Marchepet!

 

info@marchepet.it

 

 

 

 

Anche quest’anno siamo lieti di supportare l’iniziativa di

Trenitalia – gruppo ferrovie dello stato

 

Le vacanze sono ancora più belle insieme ai nostri fedeli amici animali.

 

 

Tante sono le possibilità di viaggiare in tranquillità ad un prezzo agevolato.

Per i viaggi nel mese di agosto puoi acquistare il biglietto per il tuo cane al prezzo fisso promozionale di 5 euro.

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Buone vacanze dal Team MarchePet
Non sottovalutare l’igiene orale del tuo amico!
Fin da cucciolo abitualo alla pulizia dei denti con semplici azioni delicate come massaggiargli il muso e le labbra per poi passare a denti e gengive.
Come sempre la manipolazione deve essere graduale, divenendo così un fatto assolutamente normale e preventivo per eventuali problemi in età adulta.
Le salviettine DENTAL CLEANERS by Cliffi sono un’ottima soluzione per prevenire la formazione di placca e tartaro causa di molte patologie oro-dentarie e sistemiche.
La loro formulazione è composta dal 98,5% di ingredienti di origine naturale come:
ZENZERO, per un’azione antimicrobica e antinfiammatoria
BISABOLO-derivato dalla camomilla- per le sue proprietà lenitive e anti irritanti
– GLICERINA, emolliente, umettante naturale
Inoltre, grazie al lieve e piacevole aroma di menta, le Dental Cleaners sono un ottimo alleato per rimuovere la placca e eventuali residui di cibo, favorendo alito fresco.
I veterinari raccomandano ai proprietari di dedicare ai denti del loro animale la stessa cura che dedicano ai propri.
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In questo articolo affronteremo uno dei temi più delicati riguardanti i nostri amici a 4 zampe: l’alimentazione!
Chiunque condivida la propria vita con un amico a quattro zampe sa quanto è importante nutrirlo secondo natura per mantenerlo in salute e farlo stare bene.
I cani, così come i gatti, hanno bisogno di un apporto nutritivo con un’alta percentuale di ingredienti di origine animale e di fibre. La loro salute dipende da un organo poco conosciuto: il microbiota intestinale.
Oggi per i nostri pets come per noi siamo sempre alla ricerca di un cibo sano e proprio perché esiste una vasta scelta e non siamo degli esperti è bene affidarsi a dei nutrizionisti del settore.

Ma cos’è il microbiota intestinale?
Ce lo spiega il prof. Gramenzi, docente della facoltà di nutrizione ed alimentazione animale presso la facoltà di Medicina Veterinaria dell’università di Teramo.
Il microbiota intestinale è l’insieme di tutti i microorganismi che convivono nell’apparato digerente dell’organismo animale e, se in equilibrio, svolge delle funzioni fondamentali per la salute e per il corretto funzionamento del sistema immunitario.

Per questo UNO di FAMIGLIA è formulato contro le diverse tipologie di alterazioni del microbiota (disbiosi):
• la disbiosi carenziale, provocata dalla carenza di fibra prebiotica tipica delle diete BARF a crudo e di quelle casalinghe, grazie al suo contenuto ottimale di fibra prebiotica
• La disbiosi fermentativa, provocata dall’eccesso di carboidrati, tipica dei mangimi industriali per cani, troppo ricchi in cereali e con scarse quantità di proteine di origine animale, grazie alla completa assenza di cereali
• la disbiosi putrefattiva provocata dall’eccesso di lipidi e proteine animali e carenza di fibra, caratteristica dei mangimi industriali secchi definiti “ancestrali” che hanno quantità troppo elevate di proteine di origine animale e/o con livelli eccessivi di proteina, grazie al suo perfetto equilibrio fra proteine e grassi
La ricca presenza di ingredienti ad attività PREBIOTICA e POST-BIOTICA favorisce l’equilibrio e contrasta le alterazioni del microbiota.

Ma quali sono questi ingredienti?

BIOFLAVONOIDI:
• Favoriscono la crescita di alcuni gruppi batterici a scapito di quelli potenzialmente patogeni.
• Possono essere convertiti dal Microbiota intestinale in composti bioattivi che possono influenzare l’equilibrio intestinale e di conseguenza la salute dell’ospite.

TRIBUTIRRATO:
• Favorisce la proliferazione dei colonociti.
• Ha proprietà antiinfiammatorie.
• Ha proprietà antibatteriche.

MOS:
• Hanno azione protettiva sull’epitelio intestinale.
• Riducono la proliferazione batterica.

INULINA:
• Substrato ideale per la proliferazione di batteri “buoni”.

NUCLEOTIDI:
• Stimolano la proliferazione delle cellule epiteliali dell’intestino.

E per i più sensibili?
Per il cane o per il gatto caratterizzato da sensibilità digestiva UNO DI FAMIGLIA MICROBIOTA propone MONOPROTEIN: un’unica fonte di proteine di origine animale, completamente grain-free, senza coloranti e conservanti artificiali aggiunti.

Per saperne di più: http://www.unodifamiglia.com

Due giovani donne in una location straordinaria, in compagnia dei loro più fedeli amici, vi aspettano il 24 Marzo dalle ore 9:00 alle ore 13:00 per il primo appuntamento sulla comunicazione del cavallo.

Qualche ora di osservazione immersi nel verde per arrivare alla più profonda conoscenza.

Quale attività di relazione ci invita a riflettere anche su noi stessi?
Come possiamo vivere  esperienze fuori dal comune insieme al cavallo?

La Zooantropologia ha acquisito un significato sempre più forte negli utlimi anni, diciamo quasi rivoluzionario e imprescindibilmente più etico.

Ma perchè gli umani sono sempre più attratti dalla relazione con gli animali?

L’animale ci pone di fronte allo specchio di noi stessi, ci mette alla prova.
Se è vero come dice Cioran, che l’identità è relazionale, allora siamo quasi certi che chi si avvicina al mondo animale lo fa anche per cambiare qualche aspetto di se stesso, per svecchiare vecchie visioni.

Siamo persone migliori grazie alle esperienze che siamo invitati a fare attraverso un altro tipo di comunicazione, guardando con altri occhi, ascoltando il respiro e sentendo un cuore che batte, proprio come il nostro.

LABORATORIO SULLA COMUNICAZIONE DEL CAVALLO – ATTO I

presso

EQUISTELLE ASD

Via Montignano 3, Castel Colonna (AN)

Tel. 339 586 83 11

Il catsitting è un servizio di cui solo ultimamente si sente spesso parlare, perché durante le ferie estive e  si decide di partire, una domanda sorge spontanea in tutti i proprietari felini :” Ma come facciamo con il gatto?”.
Sempre più strutture in questi ultimi periodi si attrezzano per ospitare i cani, ma per quanto riguarda i gatti la situazione è ben diversa.
I gatti infatti, essendo animali molto abitudinari e legati al loro territorio, non sono molto” inclini” ad essere spostati e mal sopportano tutto quello che è fuori dalla loro routine quotidiana. Alcuni addirittura arrivano a riscontrare problemi fisici durante lo spostamento da un posto a un altro o durante la permanenza in un luogo diverso dal posto in cui vivono.
In questo caso, la catsitter, potrebbe rappresentare una vera e propria ancora di salvezza per i proprietari, in quanto provvederà alla cura del micio direttamente a casa.
La catsitter si troverà poi davanti al primo ostacolo!
I gatti non sono tutti uguali, ovviamente ci saranno eccezioni, ma nella maggior parte dei casi ci si trova davanti un micio che è tutto fuorché entusiasta della nostra presenza. Con uno sguardo che anche chi non pratico di gatti, potrebbe tranquillamente decifrare:
“Chi è che saresti tu? Cosa ci fai in casa mia? Cosa vuoi?”   
 La stessa accoglienza che si riserva al peggiore degli invasori!
Come fare quindi a ingraziarsi il “padrone” di casa?
Niente paura!
Con calma e pazienza e riducendo al minimo le interazioni forzate, anche con il micio si potrà instaurare un bel rapporto di fiducia.
Oltre ad adoperarsi per suscitare la simpatia del nuovo cliente, cosa fa la catsitter?
Provvede a:
  • pulire la lettiera
  • somministra il cibo e acqua
  • fondamentale importanza controllare  il suo stato generale e il suo comportamento, in modo da poter avvertire tempestivamente il proprietario in caso di necessità
In alcuni casi potrebbe anche fare attività con il micio, utilizzando il suo gioco preferito o semplicemente facendogli compagnia, a seconda delle esigenze di ognuno.
In pratica, durante questa tipologia di servizio, si assicurerà che il “vero sovrano della casa” , sia  sempre servito e riverito anche quando i “suoi”  umani non ci sono.
Livia Romiti
Pet sitter

Questo articolo ha lo scopo di dare maggiori informazioni in merito a cosa sia il  MICROCHIP e la sua importanza.

Partiamo dal fatto che forse non tutti sanno che è OBBLIGO di legge e NON SCELTA l’iscrizione dei cani all’anagrafe canina mediante l’inserimento di un microchip; la legge nazionale 281/91 ne stabilisce tale obbligatorietà mentre le normative regionali ne stabiliscono i dettagli.

La Regione Marche ha stabilito che un cucciolo deve essere Microchippato ENTRO i 60 giorni di età e può essere inserito sia all’Asur che dal nostro veterinario di fiducia purché sia convenzionato con l’Asur.

ATTENZIONE: I medici veterinari hanno l’obbligo, nell’esercizio della loro attività professionale, di segnalare alla struttura competente dell’ASUR i casi di mancato inserimento di microchip.

E’ molto importante inserire il microchip al cane in quanto è l’unico strumento che gli permette di avere un’identità riconosciuta dalla legge e, qualora si smarrisca, ci permette di essere contattati per il suo eventuale ritrovamento.

Ultimamente si è sentito spesso parlare di cani che vengono ricongiunti alla propria famiglia anche dopo diversi anni dal loro smarrimento e tutto questo grazie al microchip e naturalmente alla tenacia dei membri della famiglia che non hanno smesso mai di darsi per vinti. Questi casi sono avvenuti anche a seguito di veri e propri “furti” di cani, fenomeno in continua crescita soprattutto tra chi detiene cani di razza.

Si ok ho capito l’importanza del microchip ma ora che ho un cucciolo come devo fare?

Molto semplice!

Si va dal veterinario e si chiede di applicare il microchip e vi verranno richiesti i vostri dati anagrafici per creare la “carta d’identità” del vostro cane.

Vi chiederanno la sua data di nascita, dove vive e chi è il suo proprietario (vi consiglio di lasciare sempre un recapito telefonico da far inserire in rete in modo da essere rintracciati qualora ce ne fosse bisogno) e il veterinario farà il resto inserendo tutti questi dati presso l’Anagrafe Canina Regionale.

Cosa comporta avere un cane senza microchip?

  • Oltre al fatto di essere un “fuorilegge” in quanto espressamente obbligatorio, ci troviamo difronte alla possibilità di venire sanzionati per ogni cane di €250,00 (per quanto riguarda la Regione Marche) e comunque alla microchippatura obbligatoria seguente la sanzione a fronte del costo per l’applicazione del Microchip di €16 circa.
  • Ci troviamo a voler andare in vacanza e vogliamo portarecon noi il nostro cane, oppure lo vogliamo lasciare a chi offre servizio di Pensione per cani o affidarlo ad una Dog Sitter per farlo uscire ed ecco che ci arriva un bellissimo e secco NO, NON POSSIAMO ACCETTARLO!

Sappiate che i professionisti che operano in questo campo e gli albergatori e/o le strutture in genere non sono autorizzati a lavorare con cani NON dotati di Microchip e in caso di controllo rischierebbero oltre che la sanzione anche la chiusura della struttura in casi più gravi.

Dubito proprio che troverete qualcuno che voglia rischiare!

Attenzione a tutti i Dog Sitter:

Oltre alla vostra responsabilità civile e penale, mentre il cane è sotto la vostra custodia, siate molto attente a richiedere sempre se è dotato o meno di microchip in quanto in fase di controllo di un qualsiasi organo competente e in qualsiasi momento della vostra passeggiata sarete voi i primi ad essere passibili di sanzione e vi assicuro che difficilmente riuscirete a non dover pagare la sanzione. In quel momento, VOI siete per le autorità il proprietario di quel cane!

Allora perché rischiare? Il gioco non vale la candela e non si fa informazione.

E voi famiglia che dite di amare i vostri pelosi a tal punto da fare mille cose per loro perché dovreste rischiare di perderli?

Siamo persone responsabili, Microchippiamo!

Antonella e Stella
Pet Service Ascoli Piceno

“E’ un giorno come un altro.

Mi sveglio e vado a farmi una passeggiata dove mi porta il naso.

Accidenti si… qui ci sta proprio bene una marcatura e perché no? Anche una bella raspata.

Wow.. che bella pupaaaa…ops… ok ok vado via … era solo per conoscerla nulla piu’…umani!

Mi sembra ci sia uno strano movimento oggi, quel camioncino non l’ho mai visto vado a farci una pisciatina va così mettiamo le cose in chiaro.

Ohi ohi ohi no… per così poco non lo faccio piu’ ok… no no no dai lascia stare quanto esageri…”

 

 BUIO. DESTINAZIONE: CANILE.

Questa è solo una delle tante storie –  forse una delle migliori – dei cani ospiti dei Canili, questa è la ragione del progetto

RICOMINCIO DA QUI.

Il 29 Marzo 2009 la nostra associazione l’Amico Fedele, da qualche anno attiva presso il Canile di Ripatransone, invitava il Dott. Roberto Marchesini a Grottammare a parlare del canile come presidio Zooantropologico intraprendendo un percorso riformista in merito alla concezione del canile, da vedere non più come discarica ma come centro di valorizzazione della relazione uomo-animale.

Una grande sfida quindi, che veniva vista come la fallace alzata d’ingegno degli animalisti, si quelli che vogliono cambiare Il mondo.

Ma al di là dei pregiudizi non può negarsi che la sfida era davvero imponente perché il messaggio appariva paradossale anche agli stessi animalisti restii ad ogni forma di evoluzione culturale e gestionale.

Ma se facciamo un balzo all’indietro e rimembriamo che

  • negli anni ‘50 il canile nasce come presidio medico sanitario – e non zooantropologico- per contrastare il diffondersi di zoonosi e che poi
  • negli anni ‘90 viene abolita la pratica dell’eutanasia per cui il canile diventava luogo di salvezza e l’adottante il salvatore

possiamo agevolmente comprendere come discorsi più evoluti potessero risultare come fanatismi e quindi essere sminuiti.

Era necessario tempo e una faticosa divulgazione di diversi concetti che sarebbero apparsi eresie per poi divenire verità.

Per tanti anni una nicchia di cinofili, a mio parere illuminati, si è trovata nella condizione di non essere compresa perché il rumoroso ringhio di una differente realtà canile veniva rifiutato quasi a configurare una minaccia fine a se stessa anziché uno stimolo al cambiamento.

Perché ringhio? Non sono impazzita… ho solo tratto ispirazione da Masai la cagnolina birichina:

“Masai si avvicina alla ciotola dell’acqua, forse non ha nemmeno davvero sete.

Mallory sta andando a bere. Masai la precede ringhiando e occupando il muso tutta la ciotola, sposta Mallory che fa un paio di passi in retromarcia e si allontana.

“Oddio, ma si ringhiano” dice un umano presente.

“Si beh meno male” rispondo io l’eterna incompresa “

( Cristina Pederzani “ Il disagio come risorsa” – da Animal Studies rivista italiana di zooantropologia).

Per fortuna però l’evoluzione fluisce da sé e superata la teoria cartesiana dell’animale macchina, attraversando la visione behaviourista dello stimolo-risposta si approdava alla teoria psico-idraulica di Konrad Lorenz secondo cui i cani svuotano energie non piu’ mossi solamente da stimoli esterni bensì anche da spinte interne e questa fu la teoria apripista alla successiva teoria dello statunitense Donald Griffin che finalmente ammette l’importanza di considerare la mente del cane nello studio del comportamento.

Il progetto IDA “Ricomincio da qui” è l’epilogo inevitabile di questa montagna di conoscenze acquisite sul cane che, in quanto essere dotato di mente, necessita del fare per cui al pari dell’umano può diventare vittima della noia.

Ispirato al libro “Canile 3.0” dell’istruttore cinofilo  Luca Spennacchio, questo progetto intende principalmente conoscere i cani del canile affinchè la seconda possibilità che viene loro concessa possa il più possibile essere quella giusta.

Partendo quindi dal presupposto che non esistono cani non adottabili ma combinazioni sbagliate, gli obiettivi del progetto, capitanati da educatori cinofili volontari qualificati, sono i seguenti:

  • Conoscere i cani
  • Aumentare la possibilità di adozione consapevole
  • Trasmettere conoscenze ai volontari

 

Nei cani esistono parametri non modificabili quali l’età, la storia, il sesso, il manto ma esistono anche parametri modificabili ed è attraverso i 5 step di training di lavoro che i volontari cercano di meglio comprendere QUEL CANE VISTO COME SOGGETTO NEL SUO QUI ED ORA

E così ecco che Fox, Miky e Baffo sono i primi campioni ad aver intrapreso il percorso, 3 cani, 3 risposte completamente differenti che hanno confermato la grande importanza di questa iniziativa tirando fuori caratteristiche impensabili e sbalorditive.

Abbiamo sempre saputo che in Canile ci sono talenti, ma oggi piu’ che mai lavorando meticolosamente con quei cani, noi volontari possiamo gridare fortemente che il canile è una grande ed insopportabile ingiustizia sociale e che aumentare conoscenze e consapevolezze è diventato un obbligo morale per restituire dignità vera a queste meraviglie.

E noi, come loro, RICOMINCIAMO DA QUI.

Alice Agnelli
Responsabile ufficio stampa L’amico Fedele

 

Il mio lavoro parte da uno squillo del telefono, quando con il sorriso (anche se non lo potete vedere) rispondo a chi cerca una soluzione rassicurante per il proprio “tesoro peloso”.

Dall’altra parte timidamente c’è sempre qualcuno che ha la necessità di doversi allontanare da casa, vuoi per una meritata vacanza o vuoi per motivi diversi, dovendo lasciare il proprio cane e non sapendo proprio cosa fare.

Di solito inizia tutto così:

  • “Pronto ;)”
  • “Salve parlo con Antonella?” Oppure … “Parlo con Pet Service?”
  • “Si, mi dica pure”
  • “avrei necessità/bisogno di lasciare il mio cane…”

Da questo punto in poi faccio delle domande per capire un po’ chi sarà il nostro futuro ospite e inizio a spiegare il nostro metodo di Pensione Casalinga Zooantropologica.

Alla base del nostro servizio che sia Pensione Casalinga o Pensione a domicilio vi è il benessere animale, per questo abbiamo creato un piccolo iter da seguire,  per fare in modo che sia io che il vostro cane possiamo vivere una bellissima e piacevole esperienza insieme; sì, perché mentre voi sarete fuori, anche il vostro “amico a 4 zampe” dovrà vivere una piacevole vacanza!

La prima cosa che andremo a fare è un incontro conoscitivo, se possibile presso il vostro domicilio in modo da poter vedere come è gestito  il cane in casa e le abitudini che ha per poterle ripresentare anche da noi, seguito da un “Super Interrogatorio”… no scherzo! Vi faremo alcune domande utili a capire quante volte mangia, quante volte esce, cosa fa di solito quando è a casa, cosa gli piace fare, quali giochi ama, ecc… tutte cose che serviranno durante la sua gestione quotidiana con l’aggiunta di qualche vizietto in più!

In questo stesso incontro se si tratta di Pensione a domicilio andremo anche ad effettuare la prima passeggiata insieme per conoscere il suo percorso abituale.

Al primo incontro valuteremo anche il grado di socievolezza e andremo a fissare insieme gli step successivi in base anche al tipo di pensione scelta e alla risposta del cane.

Terminato il tutto con esito positivo, siamo ben lieti di confermarvi la prenotazione.

Attenzione: è importante sapere che per scelta non confermiamo mai una prenotazione senza prima aver effettuato il nostro iter, qualora avessimo disponibilità non potremmo mai prendere in pensione un cane che non conosciamo.

Preferiamo una casa vuota ad un cane impaurito e in difficoltà.

 

Durante il suo soggiorno sarete costantemente aggiornati su come procede la vacanza e su cosa fa con noi, solitamente il messaggio che ci arriva dopo qualche giorno è sempre
“Ma dici che vorrà tornare da noi?” e la nostra risposta è sempre la stessa

“Assolutamente Si!

Qui si diverte e sta bene ma voi siete sempre il suo cuore e puntualmente al vostro ritorno sarà felicissimo di riabbracciarvi.

Grazie a tutti quelli che ci hanno scelto, noi lo facciamo con amore e passione e perché no anche competenza.

 

Antonella e Stella
Pet Service Ascoli Piceno