La differenza tra una coppia in cui il cane più o meno ascolta ed una coppia affiatata, sta nella qualità del tempo che passano insieme, da quanto il proprietario ha deciso di mettersi in gioco per migliorare la relazione con il cane. È in questo modo che il nostro amico a 4 zampe ripone in esso la sua fiducia e la sua complicità nel fare qualcosa insieme a prescindere da premi, tecniche, etc.

Oggi si tende sempre di più a pubblicizzare via internet atteggiamenti da assumere con Fido, oltre che vademecum di cose da fare e da non fare per ottenere l’ascolto del cane o l’estinzione di un atteggiamento sgradito, con la promessa che dopo un certo numero di  incontri il cane  “obbedisce” al richiamo, alla condotta al guinzaglio, in passeggiata con altri cani etc. Così facendo, però, viene meno il significato di Relazione e  si rischia di banalizzare sia l’alterità animale sia il vissuto della persona in termini emotivi.

Partendo dal presupposto che, a mio avviso, ogni proprietario dovrebbe frequentare percorsi di educazione cinofila per poter conoscere il proprio cane fino in fondo, succede spesso che i “proprietari” si rivolgono a professionisti o a corsi online pensando di risolvere definitivamente i “problemi di gestione” del cane basandosi sull’ausilio di qualche tecnica/esperienza acquisita e senza più dover intervenire per far comprendere al cane “come si deve comportare”. Successivamente molti scoprono che le tecniche apprese perdono di efficacia oppure a nulla servono se non vengono affiancate da una presa di consapevolezza del significato di Relazione

”(…) Una virtù fondamentale per una corretta relazione è la consapevolezza, vale a dire attribuire valore al rapporto con il cane e desiderare di portarlo a eccellenza. (…) Un rapporto è tanto più consapevole quanto maggiore è l’impegno profuso nella relazione, aspetto che implica umiltà e curiosità, voglia cioè di incontrare il cane nella sua pienezza e autenticità proprio per porre la relazione nelle migliori condizioni per potersi esprimere e dedizione nell’aumentare la propria conoscenza rispetto alle caratteristiche del cane(..). (Bastardo a Chi? R. Marchesini)

La relazione è un lavoro di pazienza, coerenza, empatia. È un lavoro fatto di Conoscenza dell’altro (in termini etologici e soggettivi) ma ancor prima di sé stessi, è un lavoro di fiducia verso l’ altro e di autoascolto (Psicocinofilia©).

Ogni volta che ci relazioniamo con il cane i soggetti attivi e pensanti in quel momento sono due: noi ed il cane. Nel momento dell’interazione noi siamo co-protagonisti insieme al cane. Di conseguenza sono vere due affermazioni:

  • nell’ interazione con il cane dobbiamo forzatamente essere capaci di interpretare ed accogliere il suo IO, con il suo bagaglio esperenziale, cognitivo ed emotivo; dunque non si può pretendere che il cane soddisfi le nostre richieste semplicemente perché glielo abbiamo chiesto, con o senza l’aggiunta di tecniche e strategie. Il cane agisce non solo per pulsioni ed istinti, la sua vita è basata sulla relazione il che implica un’intelligenza emotiva non indifferente.
  • Non si può pensare di interagire con il cane e di lasciare fuori dall’ interazione la nostra componente esistenziale, il nostro io con il nostro vissuto, le nostre emozioni e sensazioni. Per mettersi in Gioco nella relazione con il cane è necessario sintonizzarsi  su noi stessi, sul nostro modo di stare nel mondo, sul “qui e ora”  .

Proprio rispetto a questo secondo aspetto nasce la Psicocinofilia©, un percorso teorico esperenziale, guidato da un team di psicologi ed educatori cinofili volto al lavoro di autoconsapevolezza di sé stessi nell’interazione con il cane. Un percorso innovativo, semplice ed efficace,  che porta  il proprietario ad una immediatezza dei risultati in termini di autoconsapevolezza  fisica ed emotiva, migliore interazione con l’animale, autocontrollo.

(Per info corsi canbiamente@gmail.com ) .

Il lavoro sull’autoconsapevolezza favorisce l’apertura verso l’alterità animale e, grazie all’acquisizione di nuove consapevolezze, la persona diventa maggiormente assertiva con un miglioramento in termini di coerenza comunicativa ed intelligenza emotiva.  Molte sono le testimonianze sull’efficacia del metodo circa i miglioramenti nella relazione con l’animale in seguito al lavoro sull’ autoconsapevolezza del sé durante l’interazione con il proprio pet.

(Per approfondimenti : http://www.marchepet.it/news/la-psicocinofilia-autoconsapevolezza-per-una-relazione-autentica-con-il-cane)

È importante comprendere l’importanza di vivere la relazione con il cane e, soprattutto, di garantire al cane un posto privilegiato nella nostra quotidianità senza relegarlo in cortile o lasciarlo spesso solo in casa. Il cane è un animale senziente che per vivere necessita di relazioni e di interazioni.  Come ho già scritto altre volte, il cane è un animale sociale fortemente collaborativo, per lui il NOI, inteso come interazione uomo-cane,  è vitale. Privarlo di queste interazioni con l’errata concezione che il cane può e/o deve stare fuori al giardino, o rimanere in casa da solo per ore tutti i giorni equivale a maltrattarlo in quanto lo si isola dal contesto familiare, provocando nel cane incomprensioni e frustrazioni. Il cane va vissuto, non preso e poi abbandonato a sé stesso!

L’amore incondizionato che il cane prova per l’uomo nulla può di fronte ad un proprietario che non vive la relazione. E per vivere la relazione con il cane è necessario fidarsi e affidarsi a lui.

“Se penseremo al cane come a un qualunque degli oggetti che possediamo,(…) sarà impossibile averlo come compagno: allora cercheremo le istruzioni per l’uso, gli interruttori giusti per poter ottenere le prestazioni volute. Sarà il modo stesso in cui mi rivolgerò a lui che mi impedirà di averlo come compagno. Avrò la pretesa di spegnerlo, sarò ossessionato dal controllo, vorrò esibirlo. Agli oggetti chiediamo di essere funzionali ai nostri utilizzi o di rappresentarci: in altre parole usiamo gli oggetti, non ci relazioniamo con loro. Il cane oggetto non partecipa e il proprietario meno che meno pensa di affidarsi a lui, di ricevere qualcosa di non richiesto, di pensare al rapporto come intesa e collaborazione”. (Bastardo a Chi? R. Marchesini).

Stephani Ciancetta
Canbiamente Evolution
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