A volte mi capita di avere un po’ di tempo in più e vado a ricercare alcune leggi per essere più consapevole di quello che sto facendo. Magari a volte facciamo cose senza conoscerne il reale risvolto anche penale. Perché magari non ci interessa o non abbiamo tempo di informarci, non sappiamo come fare.

Bene, oggi sono andata alla ricerca di che cosa dice il codice penale in merito all’utilizzo di collari elettrici. Poi ognuno è libero di scegliere, ma almeno sappiate che cosa prevede il Codice Penale, e se qualcuno vi invita ad utilizzarli la responsabilità penale è la vostra, il libero arbitrio per fortuna non ci viene tolto.

IL MINISTRO DELLA SALUTE

Vista la legge 14 agosto 1991, n. 281: Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo, in particolare l’art. 1 che assegna allo Stato la promozione e la disciplina della tutela degli animali d’affezione al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animali e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente;

Visto l ‘Accordo 6 febbraio 2003: Accordo tra Ministero della salute, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano in materia di benessere degli animali da compagnia e pet-therapy;

Vista l’ordinanza 27 agosto 2004: Tutela dell’incolumità pubblica dall’ aggressività dei cani;

Vista la legge 20 luglio 2004, n. 189: Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti;

Visto l’art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112; Considerata la necessità e l’urgenza di vietare l’uso dei collari elettrici per cani, usati in particolare per l’addestramento, mentre tali strumenti sono considerati coercitivi in quanto provocano dolore e paura nei cani e quindi sono vietati anche dalla FCI e dall’ENCI;

Ritenuto che l’uso di questo strumento provoca maltrattamento degli animali e pertanto coloro che lo usano sono da perseguire ai sensi della recente legge 20 luglio 2004, n. 189;

Ordina:

Art. 1.

  1. L’uso del collare elettrico e di altro analogo strumento, che provoca effetti di dolore sui cani, nella fase di addestramento ed in ogni altra fase del rapporto uomo-cane rientra nella disciplina sanzionatoria prevista dall’art. 727, secondo comma, del codice penale, così come introdotto dall’art. 1, comma 3 della legge 20 luglio 2004, n. 189;

 

  1. La presente ordinanza è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed ha efficacia per un anno a decorrere dal  giorno successivo alla pubblicazione.    Roma, 5 luglio 2005       Il Ministro: Storace

Dispositivo dell’art. 727 Codice penale

Fonti Codice penale LIBRO TERZO – Delle contravvenzioni in particolare Titolo I – Delle contravvenzioni di polizia Capo II – Delle contravvenzioni concernenti la polizia amministrativa sociale Sezione I – Delle contravvenzioni concernenti la polizia dei costumi

Chiunque abbandona (1) animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro.

Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze (2).

Note

  • L’abbandono si configura quando l’animale è lasciato solo, senza che nessuno si prenda cura dello stesso (come ad esempio nel periodo estivo).

 

  • Stante il delitto di maltrattamenti ex art. 544 ter, la norma in esame si applica quando questo non risulti applicabile, in aggiunta alle ipotesi colpose.

Cass. pen. n. 21932/2016

L’utilizzo di collare elettronico, che produce scosse o altri impulsi elettrici trasmessi al cane tramite comando a distanza, integra la contravvenzione di detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze, poichè concretizza una forma di addestramento fondata esclusivamente su uno stimolo doloroso tale da incidere sensibilmente sull’integrità psicofisica dell’animale. (In applicazione del principio, la Corte ha proceduto a riqualificare come violazione dell’art. 727, comma secondo, cod. pen. il fatto originariamente contestato ai sensi dell’art. 544-ter cod. pen., configurabile nella diversa ipotesi di abuso del collare coercitivo di tipo elettrico “antiabbaio”).

(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 21932 del 25 maggio 2016)

Legislatura 14ª – Disegno di legge N. 2858

Art. 4.

(Divieti)

  1. È vietato:

 a) qualsiasi forma di addestramento teso a indurre comportamenti aggressivi del cane e in ogni caso l’addestramento all’attacco, alla difesa, alla presa, alla combattività intraspecifica e interspecifica, alla sopportazione di stimoli dolorosi, incluso l’addestramento a fini sportivi, agonistici e zootecnico-selettivi che prevede comportamenti aggressivi dei cani. È altresì vietato l’addestramento che, mediante costrizioni e coercizioni, non rispetta le naturali esigenze etologiche e fisiologiche del cane, nonché la tutela del benessere dell’animale stesso;

b) sottoporre i cani a doping, ai sensi dei commi 2 e 3 dell’articolo 1 e del comma 1 dell’articolo 9 della legge 14 dicembre 2000, n. 376;

c) sottoporre i cani al taglio delle orecchie o della coda, tranne che per motivi terapeutici certificati in forma scritta dal medico veterinario e a condizione che l’intervento sia comunque eseguito da un medico veterinario;

d) detenere, vendere o usare collari elettrici a punta o similari, bastoni con punte elettriche e altri congegni atti a procurare scosse elettriche ai cani.

Ognuno la pensa come vuole ma almeno potete essere consapevoli.

Le vostre azioni avranno conseguenze e se non vi interessano le conseguenze sullo stato psico-fisico del vostro cane che almeno vi interessino le conseguenze  penali.

Che poi, a dirla tutta, se non siete  interessati  allo stato psico-fisico del vostro cane sinceramente non capisco,  perché avete deciso di avere un cane?

Silvia
Dog Skills

 

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *