Uno degli aspetti che più mi affascina della relazione uomo cane è la capacità che due specie così diverse morfologicamente e filogeneticamente hanno di entrare in comunicazione. In realtà quest’aspetto mi affascina in riferimento a tutte le specie che in qualche modo entrano in rapporto con me, come ad esempio i tre somarelli che vivono nel terreno di proprietà dei miei genitori o le api che curo nel medesimo terreno.

I miei percorsi di studio sono stati tutti incentrati sulla cinofilia, poco so di come approcciare altre specie, men che meno gli imenotteri, tuttavia alcuni principi noti mi sono stati comunque d’aiuto.

La cinofilia ci dice che la comunicazione del cane è:

Olfattiva-feromonale → canale olfattivoferomonale.

Questo tipo di comunicazione utilizza: urine, feci, secreti ghiandolari, feromoni,  grazie all’olfatto e al paraolfatto.

I cani, come è noto, hanno un olfatto potentissimo : su una spiaggia lunga 500 mt ,larga 50 e profonda 50 cm possono percepire due singoli granelli di una sostanza  specifica.

Hanno anche un potente organo per utilizzare il paraolfatto, che si basa sulla percezione e secrezione di feromoni, acidi grassi volatili, che vengono percepiti dall’organo vomero-nasale (di Jacobson), localizzato nel palato.

I feromoni sono presenti a livello di urina, zona perianale, zona urogenitale, cuscinetti plantari, area facciale, linee mammarie, TUTTO IL CORPO. Vengono emessi e percepiti in modo inconsapevole: ciò che l’animale percepisce è un’emozione o una modificazione del livello di attivazione emozionale.

 Vocale → canale uditivo

La comunicazione vocale si divide in:

  • VERBALE: suoni dotati di un significato
  • COVERBALE: tono, timbro, volume, armonia
  • PARAVERBALE: sospiri, sbadigli, ansimi

Body language e aptica → canale visivo+tattile

Questo modo di comunicazione si divide in

  • L’aptica: il contatto fisico
  • La postura: la posizione complessiva del corpo
  • La mimica: espressioni facciali
  • Il gestuale: i movimenti delle varie parti del corpo (coda, testa, orecchie, arti, mantello)
  • La prossemica: come occupo lo spazio in relazione all’altro
  • La cinetica: come mi muovo

Per quel che riguarda l’aptica , è importante riconoscere zone fredde e zone calde. In generale, il contatto con le parti dorsali (testa, collo) è consentito solo se c’è confidenza.

La prossemica è la posizione del corpo rispetto al referente.

  • Frontale: confronto, opposizione
  • Laterale: collaborazione, ingaggio
  • Obliqua: accoglienza
  • Di schiena: chiusura dell’interazione
  • Dietro: delega di iniziativa, richiesta di Protezione

Relativamente alla distanza:

  • Vicinanza: affiliazione
  • Lontananza: nessuna affiliazione o appoggio

Quest’esposizione del tema della comunicazione tra cane è assolutamente riduttiva, ma c’è un motivo per cui ho scelto di parlare solo degli aspetti su elencati.

Grazie a queste informazioni , adattandole alla situazione e cercando di leggere le risposte del corpo sono riuscita ad entrare in relazione anche con Terry, Ringo e Asso.

E’ stato il mio primo approccio con questa fantastica specie: I miei somarelli sono animali curiosi, ma timorosi.

L’area in cui vivono è recintata, e le mie arnie sono all’interno. Le prime volte che entravo, magari anche bardata da apicoltrice, si avvicinavano curiosi pur mantenendo la loro distanza di sicurezza. Ad ogni mio movimento si ritiravano, per poi rifare qualche passo avanti.

Al che ho provato: ho mostrato loro il fianco (vedi Prossemica Laterale: collaborazione, ingaggio), sguardo laterale (segnale di pacificazione) , mano aperta con il palmo verso l’alto. Ecco che Terry, la più matura, si avvicina… mi sfiora la mano con il nasone. Pregavo che non volesse anche assaggiarla, ma non avevo paura, ecco perché non ho trasmesso emozioni negative tramite i feromoni.

Stesso meccanismo per le occasioni successive, e spesso trascorreva parecchio tempo tra l’una e l’latra, tuttavia ogni volta ottenevo più fiducia.  Non appena cambiavo postura, mettendomi frontale, la reazione era di allontanamento.

Oltre alla felicità di aver fatto infine amicizia con Terry, Ringo e Asso, la mia riflessione è andata a quanto l’appartenenza alla classe dei mammiferi si concretizzi in  similitudine di comportamento. Ci riteniamo una specie superiore: noi siamo uomini e loro sono animali. In realtà siamo tutti animali: provate ad andare incontro ad un estraneo frontalmente e a passo veloce e vedrete se il suo sistema limbico non si preparerà ad una reazione attacco/fuga.

A voi non sembra affascinante tutto ciò? A me fa impazzire!

Claudia Tomassini
The Dutch Dog

 

 

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *