Sono figlia di un cinofilo appassionato di cani da caccia. Mio padre conosce i suoi cani trascorre molto tempo con loro, eppure molte domeniche , mentre lo aspettavamo per il pranzo, arrivava la telefonata: “resto qui perché Ala/Astra/Kira/Brisco ancora non torna”.

Buon sangue non mente! Nonostante abbia cambiato tipologia di razza, ne ho scelta una ancor peggiore, i Siberian Husky e anche io ho provato molte volte quella tremenda sensazione.

Immersi nella natura, godi della passeggiata con il tuo amico che snasa a destra e a manca e ogni tanto si allontana poi volge lo sguardo verso di te e riparte. A un certo punto, fatidico punto, il suo sguardo si alza e diventa serio , da professionista, butta il naso a terra…e parte in corsa finché non diventa un puntino all’orizzonte o si infila in una macchia in cui potrebbe entrare solo Rambo.

“Ok,ora torna” ….cominci a ripeterlo come un mantra. Poi diventa..”ma perche’ ancora non torna”. Quindi c’è la fase della furia omicida: “Quando torna lo uccido”. Infine, l ultimo stadio: “Ti preeeeegoooo, toooorna!” condito da abbondanti lacrime se sei una donna.

Film horror iniziano ad essere proiettati nella tua testa, in cui vedi il tuo pezzo di cuore nelle fauci di un lupo, anche se sei a 5 km dalla citta’. Sei ormai ridotto a riconsiderare  a come potrai vivere senza di lui…ed ecco che senti un rumore di frasche , un galoppo e vedi il tuo cane che ti corre felice incontro per venire a dirti con il suo sguardo : “ohhhh, ma non sai che ti sei perso! Una figata pazzesca!”

Sul tuo viso si apre un sorriso smagliante, lo guardi come se avessi vinto una lotteria e lo uccidi di baci, cosi da farlo scappare di nuovo schifato.

Purtroppo i proprietari di cani fortemente esplorativi, perlustrativi come razze da caccia o siberian husky sanno bene che questi momenti possono prolungarsi per ore.

Cosa fare dunque in quelle situazioni?

Posto che non esiste una ricetta perfetta, esistono pero’ dei comportamenti consoni alla natura del cane che possono aiutarci a ricongiungerci.

I cani  si allontanano ma tendenzialmente sanno sempre dove ci troviamo noi.

Se il cane ci perde di vista, torna sempre nell’ultimo posto in cui siamo stati insieme. L’ottimo sarebbe comunque quello di non muoversi dall’ultimo punto in cui abbiamo avuto un contatto visivo. Se dopo averlo perso di vista ci muoviamo , diamo un segnale vocale nella direzione in cui ci siamo incamminati.

Il cane ha una grande capacita’ di mappare il territorio. Lo fa con 3 metodi:

Dead Reckoning: ha la capacità di raccogliere informazioni sulla propria velocità, direzione del vento, salite, discese, curve ecc.ecc

– Per punti di riferimento

Mappa cognitiva: ha la capacità di creare associazioni fra i vari punti di riferimento.

E’ sempre in grado di ripercorrere la strada fatta fino al punto in cui ci siamo separati o addirittura, se li non ci trova, il punto in cui e’ iniziato il percorso insieme, come ad esempio l automobile.

Nel caso in cui fossimo costretti ad abbandonare il luogo, e’ bene lasciare o un nostro indumento o ancor meglio la copertina del cane, cosi da dargli un riferimento di attesa e l’aspettativa che ritorneremo a prenderlo.

Non alzare la voce nel richiamo: sforziamoci di avere il tono piu tranquillo e cordiale possibile. Il cane non ci ha fatto un dispetto. Probabilmente la nostra relazione con lui ha delle lacune da rinforzare, o semplicemente il capriolo era troppo allettante per rinunciarci. Il cane può essersi lasciato trasportare dall’emozione, per poi essersi reso conto di essersi allontanato molto. Se non e’ allenato ad esplorare e quindi a costruirsi la mappa mentale del territorio, può andare in panico: sentire la nostra voce rassicurante lo aiutera’ ad orientarsi.

Altra cosa fondamentale: il nostro stato d’ animo al momento dello sgancio del guinzaglio. Se temiamo che il luogo in cui siamo possa nascondere dei pericoli, se non siamo sicuri delle reazioni del nostro cane, se non ci sentiamo in forza quel giorno…non molliamo quel guinzaglio. Piuttosto che correre felice,  per questa volta il nostro cane farà dei giochi di ricerca, o di mobilita’ che avremo preparato come sostituto della libertà.

Se voi non siete tranquilli, il livello di attivazione del cane già alto sarà accompagnato da inquietudine trasmessa per osmosi emozionale. In questo modo aumentano le probabilità che si allontani, anche perche’ si fa carico della nostra protezione. Inoltre in caso di allontanamento, non avremo la lucidità per prendere in mano la situazione

Il mercato offre alcuni strumenti di rilevazione gps da agganciare al collare o pettorina del cane: possono darci maggiore sicurezza e comunque aiutarci a trovare il nostro amico nel caso in cui si fosse messo veramente nei guai

Visto che ora avete un elenco di altre 4 o 5 cose da fare prima di arrivare al “Ti preeeeego, toooorna… “ vi prego…sganciate quel guinzaglio!

Lavorate con un educatore per costruire una solida relazione. Andate in campagna, in un posto in cui vi sentite sicuri e sganciate il guinzaglio!  Godetevi il movimento in libertà del vostro cane, la sua caninita’, il suo evocare il predatore che furono i suoi avi, anche se solo per gioco.

E’ l’unico modo per ricordare a noi stessi quanto e’ bella anche la nostra animalita’.

Claudia Tomassini
The Dutch Dog
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