PER FAR FELICE UN CANE CI VOGLIONO WELFARE E WELLBEING

Molti credono che per far felice un cane bisogna riempirlo di coccole, di attenzioni, dargli da mangiare, portarlo fuori a fare i bisogni, offrirgli un giaciglio sempre caldo,  pulito e profumato e magari giocarci un po’, così, come viene. Sicuramente l’accudimento del cane è fondamentale ma sono necessarie anche altre accortezze per rendere felice il nostro amico a 4 zampe.

Il 7 luglio 2012 “La Dichiarazione di Cambridge sulla coscienza” afferma che la maggior parte degli animali hanno consapevolezza di sé. Vale a dire che la maggior parte degli animali è cosciente e consapevole allo stesso livello degli essere umani.

Grazie a questa dichiarazione l’animale non viene più visto come semplice automa che vive esclusivamente nel qui e ora, incapace di proiettarsi nel passato o nel futuro, il cui comportamento è frutto dell’istinto o di condizionamenti. All’animale viene finalmente riconosciuto la capacità del pensiero attivo, dimostrando versatilità, flessibilità e la capacità di mettere in atto  comportamenti conseguenti la  valutazione degli eventi.

Molti studiosi hanno dichiarato, altresì, che esseri umani, primati, tutti i vertebrati ed un invertebrato, il polpo, possiedono strutture cognitive analoghe a quelle umane, che regolano gli stessi comportamenti e le stesse sensazioni: emozioni, comportamento , memoria a lungo termine.

Tra le emozioni evidenziate  troviamo:

  • rabbia
  • felicità
  • tristezza
  • disgusto
  • paura
  • sorpresa
  • gelosia
  • vergogna
  • imbarazzo
  • simpatia
  • gioia
  • noia
  • senso di colpa
  • orgoglio
  • invidia

Le emozioni hanno un ruolo determinante per adattare l’individuo all’ambiente e fungono da marcker positivo o negativo circa un luogo, un evento, una persona, una situazione, etc.

L’insieme di emozioni e sensazioni del corpo e dell’intelletto che procurano benessere e gioia in un momento più o meno lungo della vita corrisponde alla felicità.

Per poter comprendere lo stato di felicità del cane è necessario suddividerlo nelle sue diverse componenti:

  •  felicità biologica
  • felicità  psicologica

FELICITA’ BIOLOGICA  /WELLFARE: E’ quello stato di benessere che si raggiunge in seguito al soddisfacimento dei bisogni primari dovuti agli impulsi biologici quali: sete, fame, sonno, appagamento sessuale.

L’appagamento del bisogno primario porta ad una  condizione di serenità e di tranquillità temporanea che perdura fino al ripresentarsi dei bisogni in una condizione di attesa/stress e di infelicità. Inoltre rientrano in questo stato di benessere anche l’assenza di malnutrizione; comfort e ripari da intemperie; assenza di dolore, ferite e malattie; assenza di paura e stress.

FELICITA’ PSICOLOGICA / WELL BEING: La felicità psicologica del cane si sviluppa in senso fisico ,psichico, affettivo-relazionale ed emozionale.

L’attività fisica quotidiana insieme alle attività olfattive agiscono positivamente sul senso di benessere e rilassatezza. Dal punto di vista psichico è importante che il cane abbia una buona autostima e si senta capace di poter fare. In questo modo riuscirà a leggere gli eventi e le situazioni della quotidianità in maniera equilibrata, senza subire distress o traumi. Inoltre risultano fondamentali le sue esperienze primarie e secondarie di socializzazione, oltre a quelle di tipo ambientale, nonché il tipo di relazione all’interno del nucleo di appartenenza e con i suoi conspecifici (altri cani) e gli eterospecifi (altri animali).  La felicità e’ inoltre legata anche al numero e all’intensità delle emozioni positive che il cane sperimenta. Gli eventi di piacere sono sempre legati dalla motivazione, cioè una pulsione interna che spinge a mettere in atto certi comportamenti per raggiungere lo stato di gratificazione che ne deriva, al di là del risultato ottenuto.

L’etologo Roberto Marchesini ha individuato 18 diverse motivazioni:

  • predatoria
  • territoriale
  • protettiva
  • possessiva
  • perlustrativa
  • esplorativa di ricerca
  • epimeletica
  • competitiva
  • collaborativa
  • di corteggiamento
  • cinestesica
  • somestesica
  • comunicativa
  • et-epimeletica
  • affiliativa
  • sillegica
  • sociale.

Questo elenco permette di comprendere meglio quali possono essere le pulsioni interne che il cane necessita di mettere in atto al fine di sentire espressa la propria natura, la propria personalità, senza la quale  cade in uno stato ansioso e/o depressivo. Roberto Marchesini meglio definisce il well being come felicità di specie, ossia quella realizzazione profonda del sé, quel sentimento interno di pienezza che procura un senso di sicurezza e protezione del soggetto nel mondo.

Il soddisfacimento dei soli bisogni biologici, dunque, non è di per sé sufficiente per fare di un cane un cane felice.

Il raggiungimento della sua felicità completa si ottiene solo con il raggiungimento di tutte le felicità.  E’ necessario far vivere al nostro amico una vita nel pieno rispetto di tutti i suoi bisogni etologici ed individuali. Ciò gli permetterà di fare sempre più esperienze positive, con una costruzione del sé e del mondo in un’ottica di felicità. E non dimentichiamoci del  rinforzo delle difese immunitarie e della minore tendenza ad ammalarsi.

Ed è proprio così che mi piace pensare e vivere il cane, capace di godersi appieno, con autoconsapevolezza, determinazione e spensieratezza, la relazione con l’uomo, con gli animali, con l’ambiente e con le sfide  della  quotidianità.

Stephani Ciancetta
Canbiamente Evolution
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