Chi da bambino non ha provato muoversi nella simil oscurità, anche solo per giocare a mosca cieca? Chiudere gli occhi e tentare di muoversi nello spazio e nel mondo, con le braccia protese in avanti per evitare gli ostacoli, senza poter disporre del nostro principale strumento di contatto con il mondo. Irrimediabilmente si sbatteva contro un angolo, i più sfortunati hanno sbattuto il mignolo contro un ostacolo con indicibile dolore, oppure le mani hanno incontrato un muro e scorrendo lungo le pareti non sono riusciti a capire come si posizionava il proprio corpo in quello spazio che ad occhi aperti era così familiare. Ci si sentiva persi, in una dimensione che non era più la nostra.

Ci sono tante persone e tanti animali che vivono questo nella quotidianità, senza poter aprire gli occhi per porre fine a quel terribile incubo. Alcuni di loro non hanno mai visto la luce del sole, altri invece l’hanno vista e poi l’hanno persa. Cosa sia peggio non lo so…forse è più fortunato chi ha la possibilità di attingere alla memoria e crearsi una rappresentazione mentale del mondo, ma potrebbe sentire ancora di più la mancanza di ciò che ha perso. Ma c’è invece chi si è creato una rappresentazione mentale del mondo, affidandosi totalmente agli altri sensi.

I sensi

I sensi per noi normodotati sono scontati, a scuola abbiamo imparato a dar loro un nome: vista, udito, olfatto, tatto e gusto.

I sensi sono scontati, li abbiamo…punto. Li usiamo e non ci accorgiamo della loro importanza fino a che non ne possiamo disporre o peggio li perdiamo.

E diamo per scontato che tutti gli esseri viventi percepiscano il mondo esattamente come lo facciamo noi: ma sarà vero?

Possiamo ripetere come una cantilena: il cane ha un olfatto eccezionale, l’aquila ha una vista…’da aquila’, ma dando per scontato che, rispettivamente, il cane senta le stesse puzze che sentiamo noi e l’aquila veda le cose nello stesso modo in cui le vediamo noi ,ma con maggiore intensità o maggiori dettagli ad una maggior distanza.

E se invece li sentissero e vedessero in maniera totalmente diversa?

Ogni specie ha una diversa percezione del mondo, questa è una sacrosanta verità per chiunque abbia studiato il mondo animale, ma non è facile per tutti interiorizzare questo concetto. Noi siamo abituati a percepire il mondo in questo modo e quindi è così e basta.

Rimandandovi a letture scientifiche più specifiche, diamo per assodato che il mondo possa essere diverso dalla rappresentazione mentale antropocentrica.

Anche all’ interno della stessa specie il mondo può essere diverso, per coloro che consideriamo più sfortunati e che dispongono di un senso in meno

In questo articolo ci concentreremo sui cani che hanno una disabilità sensoriale, in particolare con handicap visivo o uditivo, o che hanno perso contemporaneamente l’uso di entrambi, dando consigli utili a chi condivide la vita con loro.

La percezione

Le disabilità sensoriale modificano la percezione del mondo, rispetto ai normodotati della stessa specie.

La vita è un’esperienza sensoriale. Facciamo esperienza attraverso i cinque sensi, e queste esperienze sensoriali determinano la nostra rappresentazione mentale del mondo e di conseguenza il nostro comportamento. Porges, nel suo libro La Teoria Polivagale, introduce un sesto senso, l’Interocezione definendolo il sesto senso primario: è la capacità di sentire gli stati interni del nostro corpo.

Il percepito dunque è frutto della sensazione del momento più l’esperienza personale e il sentito vissuto da tutto il fisico.

Soffermiamoci solo su due elementi che permettono di percepire lo stato interno del corpo, cioè l’equilibrio e la propriocezione, e che ci permetteranno di aiutare il nostro amico con disabilità. Entrambi infatti permettono di avere la consapevolezza di come si posiziona il suo corpo nello spazio. Potreste pensare che ciò possa essere utile solo per un cane cieco: non è così, i cani usano anche l’udito per orientarsi nel mondo per cui anche i cani con deficit uditivi hanno problemi di equilibrio e propriocezione.

 

Muoversi nello spazio

Come si muove il cane nello spazio? Quando il cane è attratto da uno stimolo orienta naso/vista, quindi la testa, nella direzione dell’oggetto poi ruota tutto il corpo. La posizione dell’animale quindi diventa omogena con la direzione che prenderà.

Questo è il principio su cui dobbiamo basarci quando vogliamo dare indicazioni al cane, anche normodotato, sulla direzione che vogliamo che prenda per camminare insieme.

Se il nostro amico ha un deficit visivo, dobbiamo dare indicazioni con il richiamo posizionandoci in modo che il suono dia la direzione precisa: di conseguenza anche noi dobbiamo assumere una posizione del corpo omogenea con la direzione voluta.

Se il nostro cane invece è sordo, dobbiamo andare a catturare il suo sguardo per poi muovere tutto il nostro corpo per portarlo nella direzione corretta.

La nostra capacità di guidare il cane con deficit sensoriale è fondamentale per aiutarlo a muoversi nel mondo. Ricordate la difficoltà di affrontare gli spazi e gli ostacoli in esso contenuti con gli occhi chiusi? O la perdita di propriocezione e di equilibrio quando siamo sott’acqua e abbiamo le orecchie attappate? Ecco…è questo che vivono i nostri amici. Ciò può essere così frustrante da auto inibirsi al movimento, precludendo così la possibilità di mappare l’ambiente ed apprendere la capacità di crearsi dei punti di riferimento che permettono di muoversi agevolmente.

Tutt’altro: i cani con deficit sensoriali possono arrivare a muoversi in maniera così fluida da far dimenticare il loro handicap.

E’ quindi di fondamentale importanza giocare con il nostro cane con esercizi di propriocezione, lasciandoci guidare da due principi fondamentali:

  • Per dare la direzione dobbiamo dare indicazioni in modo che la testa si orienti correttamente

L’equilibrio si ha solo se il baricentro del cane è centrato e il loro baricentro è diverso dal nostro, dato che il cane sta su 4 zampe.

Come costruire uno spazio adatto

 

Abbiamo detto che la percezione è la capacità di acquisire informazioni sul mondo attraverso i sensi, compreso il ‘sesto senso’ cioè lo stato interno.

È importante quindi che il cane viva in un ambiente che gli dia la tranquillità per ‘ascoltarsi’ e raggiungere un equilibrio interno. Come possiamo costruire uno spazio adatto a cani con disabilità sensoriali?

Innanzitutto è importante mettere in sicurezza l’ambiente, proteggendo il cane da ostacoli imprevisti e/o pericolosi. Non lasciamo libero accesso a tutta la casa, il cane si sentirà a suo agio in un ambiente limitato, confortevole e noto.

È altresì importante non esporlo a stimoli visivi (se cane sordo) o uditivi (se cane cieco) troppo forti: ricordiamoci che rispettivamente si affidano molto alla vista e all’udito e stimoli continui e forti non fanno che mantenere una vigilanza costantemente alta. A tal proposito è anche importate ricordare che se il nostro cane è sordo, la comunicazione con lui avviene attraverso lo sguardo, per cui guardarlo in continuazione equivale a un verbale: ’FIDO, FIDO, FIDO, …. E lui ok, FIDO CHE?????’

Predisponiamo un solo spazio per il sonno, che sia lontano da rumori/luci e dal passaggio continuo di persone.

È importantissimo inoltre per i cani con disabilità che la ciotola dell’acqua sia accessibile da tutti i lati.

Piccoli compromessi per una vita felice

I cani con disabilità hanno delle peculiarità con cui dobbiamo abituarci a convivere, ne riporto alcuni come esempio:

  • I cani ciechi abbaiano molto, ed è un loro modo di mappare l’ambiente
  • I cani sordi non amano essere toccati in prossimità delle orecchie, e c’è chi arriva a farci desistere mostrandoci i denti
  • Entrambi i deficit possono portare ad un eccesso di eccitabilità e problemi di attaccamento

Sono piccoli compromessi che possono essere vissuti in maniera consapevole affrontando insieme un percorso con un educatore cinofilo che vi aiuti a tirar fuori il meglio di entrambi, e vivere insieme felici e contenti…

Claudia Tomassini
The Dutch Dog
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