Ogni giorno ci capita di imbatterci con vari post sui social, annunci o volantini di animali persi e ritrovati ma effettivamente non esiste un vero vademecum scritto con le indicazioni da seguire in queste situazioni.

Con questo articolo vorrei provare a racchiudere le azioni corrette e quali, invece, sarebbero da evitare per il bene degli animali rispettando il giusto senso civico e gli iter che la legge ci impone.

In alcuni periodi dell’anno, durante i mesi estivi in particolar modo, ci possiamo rendere conto di quanto la situazione abbandoni o animali vaganti diventi sempre più preoccupante; i canili si intasano di nuovi arrivi e nella maggior parte dei casi si tratta di cuccioloni o di cani anziani che iniziano a presentare i primi problemi di salute.

E noi cosa possiamo fare?

Partiamo da alcuni consigli su cosa possiamo e cosa non dovrebbe essere fatto in caso di ritrovamento di un animale vagante.

Immaginiamo di essere in strada a piedi o nella nostra auto e di vedere un cane libero correre con il rischio di potersi far male.

Cosa DOBBIAMO e cosa NON DOBBIAMO fare?

  • sicuramente una cosa da NON fare è quella di urlare o di rincorrere il cane in questione, servirà solo a farlo allontanare e/o a impaurirlo creando l’effetto opposto e addirittura in alcuni casi, potremmo essere noi a spingerlo, seppur non volendo, in situazioni di pericolo;
  • se la strada lo consente, fermiamoci e proviamo a vedere se il cane si fa avvicinare. Il giusto approccio sarebbe quello di provare a chiamarlo con tono basso e delicato, rimanendo sempre un po’ accucciati e MAI diretti e in piedi poiché potrebbe prenderla come una minaccia e scappare o diventare aggressivo. È GIUSTO girarsi un po’ lateralmente di ¾; a questo punto se non manifesta segni di “aggressività” o di volerci allontanare, proviamo ad avvicinarci lentamente con la mano diretta verso la parte bassa del muso e con il palmo aperto e disteso senza guardarlo dritto negli occhi.  Attenzione a NON TOCCARLO almeno che il cane in questione non sia lui a farci le feste e a chiederci palesemente delle carezze;
  • se riusciamo ad avvicinarci e a toccarlo lo dobbiamo mettere in sicurezza e, anche a bordo strada va bene, tenerlo bloccato fino all’arrivo del servizio veterinario/polizia locale che avremmo nel frattempo contattato a cui poi verrà affidato;
  • se riusciamo invece a caricarlo in auto con noi o addirittura il cane ci segue volentieri, possiamo andare in qualsiasi studio veterinario per effettuare la lettura del microchip e per verificarne lo stato di salute. In questo caso, purtroppo, gli studi veterinari possono solo verificare se il cane è dotato di microchip ma non possono risalire al proprietario a meno che non sia un cliente dello studio stesso. Altrimenti possiamo andare al più vicino comando della polizia locale per effettuare la lettura del microchip e in questo caso è possibile risalire al proprietario direttamente sempre che sia residente nella regione di ritrovamento dell’animale e provvedono poi a contattarlo.
  • se NON riusciamo ad avvicinarci cosa possiamo fare?

Sicuramente la cosa da NON fare è quella detta precedentemente nel primo punto e cioè di urlare e/o di rincorrerlo, ma la GIUSTA e corretta procedura da fare è quella di seguire con lo sguardo e magari anche a breve distanza gli spostamenti e avvertire nel frattempo le autorità competenti -servizio veterinario dell’ASL o il più vicino comando di polizia locale- che provvederanno con l’invio di personale qualificato.

E se chiamo  Associazioni di volontariato e/o gli enti di protezione animali?

Forse non tutti sanno che le associazioni o enti di protezione animali sono costituite da persone che prestano volontariamente e gratuitamente il loro tempo libero -che non è h24- ad aiutare gli animali in base alle loro esperienze, competenze e capacità e che NON sono loro i preposti a dare questo tipo di servizio.

Esistono, invece, delle figure ben specifiche atte proprio a dare questa prestazione anche H24 come per esempio il servizio veterinario dell’ASL in caso di animali in pericolo di vita e incidentati.

Quello che potranno sicuramente darvi, sono delle indicazioni e consigli su come potete muovervi per aiutare e/o accudire l’animale che avete salvato.

Quindi cosa è INUTILE fare?

– Di sicuro mettere SOLO un post sui social SENZA aver contatto nessuna autorità competente prima.

– Chiamare una delle tante associazioni di volontariato presenti sul territorio che non potranno MAI intervenire in tempo utile a soccorrere l’animale.

E se il cane è ferito?

Non tutti sanno che da diversi anni ormai esiste un numero nazionale di assistenza veterinaria che può intervenire in caso di necessità come quando troviamo un animale ferito.

Si tratta del 118!

Quando si effettua questo tipo di chiamata per un’ EMERGENZA anche in orario notturno, si deve richiedere di parlare con il servizio veterinario. In questo modo, verrete messi in contatto con il medico veterinario reperibile al quale dovrete illustrare la situazione cercando di non omettere nessun dettaglio possibile. In alcune zone è previsto anche l’invio di un’ambulanza veterinaria.

N.B: Possiamo, in alternativa, anche contattare il nostro veterinario di fiducia, pagando direttamente noi la sua parcella e, in ogni caso dovremmo far verificare la presenza o meno del microchip e procedere poi con l’iter di legge.

Cosa succede una volta che interviene la Polizia Locale e il Servizio veterinario?

Normalmente l’iter prevede che non appena l’animale viene recuperato venga poi trasportato al canile sanitario di zona dove riceverà le prime cure mediche, i n caso di bisogno, e dove si provvederà a controllare la presenza del microchip e a contattare i relativi proprietari.

Se sprovvisto di microchip rimarrà in osservazione per circa 10 giorni, tempo variabile anche a seconda dello stato di salute dell’animale e alla necessità e capienza della struttura di primo ricovero.

Poi verrà trasferito nel canile convenzionato con il comune in cui è stato “accalappiato” per poi essere dato successivamente in adozione.

Posso dargli sempre del cibo e dell’acqua?

Attenzione non essendo medici veterinari non possiamo assolutamente avere le capacità valutative per poter capire se somministrandogli dell’acqua o del cibo potremmo arrecare più danno.

Sicuramente, se è visibilmente ferito o se ha subito un trauma e/o incidente, consigliamo di non somministrare alcunché soprattutto farmaci e, se possibile, di chiamare immediatamente un medico veterinario che ci sosterrà nella procedura corretta da seguire.

E se volessi tenerlo?

Se il cane che abbiamo trovato o salvato ci è entrato nel cuore e siamo decisi a tenerlo con noi, benissimo.

Le soluzioni sono due:

  1. se è stato fatto trasportare al Canile sanitario di zona possiamo contattare direttamente il responsabile e dichiarare le nostre intenzioni di adozione; in questo caso si potrebbe anche chiedere un affido temporaneo di 60 giorni, tempo utile che la legge prevede per dare modo al proprietario di presentarsi e di riconoscere il cane. Decorsi i 60 giorni, senza che nessuno si sia palesato, si può procedere alla modifica da affido ad adozione vera e propria.
  2. se lo portiamo direttamente dal nostro medico veterinario di fiducia e constatiamo che non è provvisto di microchip, la cosa che ci viene spontanea da fare è quella di farlo microchipare e portarlo a casa con noi, ma attenzione potrebbe comunque avere un proprietario che lo sta cercando e non è la giusta procedura prevista per legge.

In tal caso la legge prevede un iter differente da quello che potremmo pensare, ossia:

se portiamo il cane dal nostro veterinario di fiducia e dopo il controllo verifichiamo che non è provvisto di microchip, dobbiamo comunque contattare il Servizio Veterinario Asl di zona o la Polizia Municipale -l’organo competente varia da provincia a provincia ma il vostro veterinario saprà indirizzarvi correttamente- che provvederà all’invio di un tecnico che effettuerà nuovamente il controllo del microchip.

Questo iter serve per non lasciare nulla di intentato nel poter far riunire il proprio compagno a 4 zampe alla sua famiglia.

Dopo effettuato il controllo da parte del tecnico, si contatterà il proprietario per l’eventuale recupero o si passerà al trasferimento in canile dove verrà controllato anche a livello sanitario, microchippato e reso adottabile dopo i 60 giorni.

Qui potremmo sempre chiedere come sopra l’affido temporaneo alle autorità competenti.

Ci viene concesso l’affido temporaneo e ora?

Qualora ci venisse concesso la possibilità di prenderci noi cura temporaneamente, dobbiamo fare in modo di poter accogliere l’animale in un ambiente familiare più possibile tranquillo.

Se abbiamo altri animali in casa cerchiamo di tenerli separati magari i primi tempi e solo in un secondo momento di iniziare gradualmente la conoscenza, sarebbe sempre meglio avvalerci dell’aiuto di un esperto in materia come ad esempio un educatore cinofilo qualificato e competente.

Oltre al microchip cosa potrebbe aiutarci in caso di smarrimento?

Ricordiamo che il microchip oltre ad essere utile in caso di smarrimento dell’animale è un obbligo di legge e pertanto NON è possibile scegliere di non assolvere a tale obbligo, saremo per cui dei fuorilegge e passibili di sanzioni

*nella Regione Marche ammonta ad €250,00 a cane.

Utilissimo e consigliabile l’utilizzo di una medaglietta con indicato il nome del nostro cane e uno o più numeri telefonici di contatto, in caso di smarrimento ci aiuterebbe a ricongiungerci in maniera più immediata.

Se trovo invece dei gatti, come devo comportarmi?

Mentre per i cani esiste una Legge che obbliga all’inserimento del microchip (vedi articolo precedente http://www.marchepet.it/news/il-microchip-questo-grande-sconosciuto) e alla sua relativa iscrizione all’anagrafe canina, per i gatti questo obbligo non esiste e diventa davvero difficile riuscire a rintracciarne il proprietario.

Come per il cane, una cosa sicuramente da NON fare è quella di urlare o di ricorrere il gatto in questione, servirà solo a farlo allontanare e/o a impaurirlo creando l’effetto opposto e addirittura in alcuni casi, potremmo essere noi a spingerlo, seppur non volendo, in situazioni di pericolo.

Anche qui possiamo provare ad avvicinarci per verificare se abbia necessità di cure o meno, in alcuni casi i gatti che si lasciano addirittura accarezzare e che non siano restii alla figura umana, potrebbero essersi persi e avere un proprietario che li cerca o nella peggiore delle ipotesi ci potremmo trovare di fronte ad un abbandono.

La maggior parte dei gatti vaganti e/o randagi risulta veramente difficile da prendere, anche per le persone più esperte, in quanto nati in cattività e senza il contatto con l’uomo, per questo molto restii alla nostra presenza e sarà una vera e propria impresa riuscire a catturarli.

 

Se decidiamo di volerci portare un gatto/gattino randagio a casa con noi, la procedura consigliabile che possiamo indicarvi è la seguente:

  • portarlo subito dal veterinario di fiducia per effettuare i dovuti controlli sul suo stato di salute e per avere delle indicazioni su come gestirlo e accudirlo nel modo migliore al suo ingresso in casa;
  • tenerlo separato da eventuali altri gatti presenti in famiglia fino a che non abbiamo i risultati delle analisi per poter evitare qualsiasi possibilità di contagio in caso di malattie;
  • dopo i dovuti controlli, effettuare cautamente e gradualmente l’inserimento con gli altri animali;

ATTENZIONE: I gatti potrebbero far parte di una colonia felina ed essere censiti presso il Servizio Veterinario dell’Asl ed avere, quindi prima di prelevarli dal territorio verificare che non ci sia nessuno che se ne stia già occupando.

Volantini e Post sui social sono utili oppure no?

Assolutamente sì.

SOLO DOPO aver effettuato la procedura e/o l’iter sopra indicati è assolutamente consigliato preparare dei volantini con la foto del cane o del gatto indicanti chiaramente il luogo in cui è stato trovato, dove si trova attualmente l’animale soccorso e un numero telefonico da contattare.

Questi volantini saranno poi da affiggere nel luogo di ritrovamento e nei dintorni dello stesso.

Stesso metodo, come per il volantino, possiamo utilizzarlo per creare un post sui social dove si riesce a raggiungere molte persone in pochissimo tempo.

Questi due mezzi devono essere usati per aiutare a ricongiungere la famiglia al proprio compagno perso o per trovare una casa ad un amico a 4 zampe.

Spero di esservi stata utile e grazie per la lettura.

Antonella Spicocchi
Pet Service Ascoli Piceno
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