Le classi viste dall’esterno potrebbero sembrare un ammasso di cani che il più delle volte “giocano” “segnano il territorio” o che “si dominano”.

Le classi di comunicazione secondo la nostra opinione servono in primis al proprietario per aiutarlo a leggere, interpretare e capire il proprio cane, ma soprattutto al cane stesso per arricchire il suo bagaglio esperienziale e favorirgli una crescita dal punto di vista comunicativo e della sua sfera sociale.

Naturalmente prima di inserire un cane in un contesto di classi di comunicazione bisogna attraversare una prima fase, ovvero: LA VALUTAZIONE.

E’ necessario, anzi fondamentale ai fini del raggiungimento dell’obiettivo che decidiamo di conquistare:

  • valutare il cane
  • leggerlo e capirlo sulla base degli elementi caratteristici della sua personalità
  • valutare le motivazioni di spicco e soprattutto se, come e quando le manifesta
  • tenere sempre in considerazione lo stato emotivo del cane. 

L’ultima fase, acquisisce un valore decisamente importante e necessario per fornire al proprietario “un nuovo paio di occhiali” per iniziare a guardare il proprio cane con occhi diversi, garantendogli la base di ogni relazione: rispetto e benessere. 

Viviamo in un contesto sociale in cui, per cause di sicurezza ed incolumità pubblica, rendiamo il cane sempre più privo di scelte. Perché siamo noi a decidere dove andare con il cane, quando e quanto stare in un posto piuttosto che in un altro, cosa e come fare!

Il cane sta subendo la forma di maltrattamento più diffusa, silenziosa ed invisibile (ai nostri occhi) del nuovo millennio: L’URBANIZZAZIONE.

In aggiunta a tutto questo che noi esseri umani abbiamo creato, c’è il bisogno (diventato poi necessità) di controllare il mondo animale in generale, basti pensare alla creazione di aree apposite per cani, ristoranti per cani, spiagge e piscine per cani e tutto il business che si è creato attorno …ma in realtà in tutto ciò li stiamo ghettizzando!

Vedi le uccisioni dei lupi o gli abbattimenti selettivi nella caccia di altre specie animali.

Girando l’Italia in lungo e in largo abbiamo avuto modo di conoscere diversi cani, tutti con le stesse difficoltà/problematiche frutto di una gestione comune e non del tutto adeguata.

La repressione e il controllo genera frustrazione, la frustrazione genera tensione e ansia che il più delle volte possono avere effetti deleteri sul cane.

Mossi da queste consapevolezze gli obiettivi che ci poniamo durante le nostre classi sono:

  • spogliare il cane delle vesti imposte dalla nostra società,
  • liberare la sua vera essenza

In tutte queste fasi è necessario rendere partecipe il proprietario mostrandogli effettivamente chi è il suo cane, cosa desidera fare e cosa desidera essere.

Al contrario non bisogna rimproverarlo in merito al modo in cui ha deciso di crescere il suo cane fino a quel momento, ma piuttosto mettere in luce i reali bisogni e motivazioni dell’animale (troppo spesso fraintesi).

Infine non dimentichiamo che il cane è un animale sociale!

Specificatamente i cani ferali vivono in gruppi sociali/familiari ben strutturati ed è questa definizione di cane che per noi si avvicina, etologicamente parlando, alla forma più ancestrale di esso.

Questa parentesi per sottolineare l’importanza del corretto rapporto cane-cane, insito nella specie, cosa sempre più complessa nella nostra società.

Con questo non vogliamo sostenere che tutti i cani possono o devono stare con gli altri cani, piuttosto crediamo che sia giusto che ogni cane debba avere la possibilità di sperimentare e a volte accrescere, gestire, migliorare e consolidare la sua sfera comunicativa intraspecifica.

Giuseppe Fatone
Dog’s Revolution
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