ZOOANTROPOLOGIA DIDATTICA

L’espressione relazione ci rimanda al concetto comune di rapporto che intercorre tra due o più individui/specie. Alla base di una relazione vi è lo scambio dinamico, privo di pregiudizi, tra due protagonisti che presuppone una condivisione di sentimenti, atteggiamenti, emozioni che ne determina l’andamento. Per far sì che la relazione, o meglio il rapporto, duri nel tempo e fornisca margine di benessere è indispensabile la conoscenza delle caratteristiche intrinseche di entrambe le parti. Questi sono le basi sane per una relazione uomo-animale. Partendo dal presupposto che l’animale ha una propria soggettività, un proprio modo di essere, superando la visione di animale come strumento per ottenere qualcosa, risultava indispensabile avere una disciplina di ricerca in grado di chiarire il ruolo dell’eterospecifico rispetto alla vita dell’uomo.

La zooantropologia nasce intorno agli anni Novanta

come disciplina metodologica-applicativa con l’intento di dare un nome alle dinamiche che intercorrono in questo tipo di rapporto e i benefici che ne derivano. Ulteriore contributo offerto dalla zooantropologia è l’introduzione del concetto di dimensione relazionale ovvero tener conto delle variabili e della cornice presente intorno al semplice avvicinarsi all’altro. I campi applicativi basati su questi principi possono essere svariati: educativi-didattici, assistenziali, co-terapiche.

La Zooantropologia didattica si presenta come una diversa modalità di intervento didattico in grado di trasmettere informazioni utili per la conoscenza di sé e dell’altro che in questo caso è l’animale. Grazie all’ausilio di attività ludico-ricreative ben strutturate si cerca di ampliare il bagaglio di conoscenze riguardanti la giusta modalità di interazione e la presa di coscienza dei benefici derivanti.

Durante gli incontri a scuola è giusto trasmettere il messaggio dell’importanza del rispettato verso i cani e la necessità di accettarlo in ogni sua sfaccettatura, come si fa normalmente con un’altra persona. Per rafforzare questo concetto i bambini devono essere educati a farlo attraverso un aspetto referenziale e di relazione. È fondamentale capire come il bambino immagina un cane, quali sono gli aspetti più rappresentativi per loro e indirizzarli ad una conoscenza più profonda senza fermarci agli elementi tangibili o osservabili. Grazie a questa modalità di intervento si possono offrire risposte a domande, curiosità in modo da poter contornare in modo più sereno la fase successiva ovvero la relazione. Il confronto porta con sè tante aspettative e molto entusiasmo, ma anche in questo caso è fondamentale l’aspetto educativo. L’incontro deve essere collaborativo ovvero entrambe le parti devono tener conto dei propri tempi, del proprio spazio e della possibilità di poter realmente entrare in sintonia

“Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te” Tenendo in considerazione questa frase il bambino potrà capire l’esigenza di considerare il cane come un soggetto dotato di pensiero, di emozioni.Un progetto di zooantropologia didattica può stimolare l’aspetto empatico del bambino scaturito dalla possibilità di prendersi cura dell’animale; individuare e definire le proprie emozioni; favorire un dialogo interiore rispetto a ciò che l’animale rappresenta per lui; rispettare e accettare la singolarità dell’altro; rafforzare la curiosità.

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